Abstract in Italian: Le piante arbustive rivestono un ruolo sempre più importante nella composizione e struttura del verde urbano, con particolare riferimento alla costituzione di siepi di confine, barriere antirumore, arredo di scarpate, e svolgono importanti funzioni ecologiche quali la mitigazione ambientale e l’incremento della biodiversità nelle città. In particolare le specie autoctone vengono sempre più impiegate per le nuove piantagioni al fine di garantire una maggiore adattabilità alla zona bioclimatica, una migliore armonizzazione del paesaggio urbano con quello circostante e per limitare la presenza delle specie esotiche, che possono rivelare carattere invasivo. Una ricognizione del patrimonio vegetale arbustivo in quattro città costiere italiane di ambiente mediterraneo (Genova, Livorno, Bari, Palermo) ha tuttavia evidenziato che l’uso di arbusti autoctoni nel verde urbano è in genere limitato a poche specie tradizionali: solo l’oleandro, la palma nana, l’alloro, il teucrio e i tamerici sono infatti usati a livelli significativi. Nelle aree mediterranee si ha anche una diffusione limitata dello strumento normativo “Regolamento del verde” nel quale non sempre viene previsto, anche quando adottato dalle amministrazioni comunali, un elenco di specie consigliate per le nuove piantagioni. Il presente lavoro è basato su recenti ricerche bio-agronomiche aventi lo scopo di valorizzare la biodiversità della flora mediterranea in campo ornamentale e paesaggistico, nonché su osservazioni e rilievi effettuati nelle suddette città italiane. Viene proposta una serie di specie poco utilizzate ma di elevate potenzialità applicative per una idonea progettazione e gestione del verde pubblico in ambiente mediterraneo, con particolare riguardo alle sempre più pressanti esigenze di una limitata manutenzione del verde e di resistenza all’aridità e all’inquinamento.
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