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Publication datasheet
Title:
Il recovery da fitoplasmosi: conoscenze recenti e sue implicazioni pratiche
Authors:
Osler, R.; Barba, M.; Ermacora, P.
Year:
2012
Languages:
ITA, ita
Journal:
Petria
Kind of publication:
Cartaceo
Location:
Roma
Editor:
CRA-PAV
Abstract in Italian:
Nei giorni 1 e 2 settembre 2011 si è svolto presso l’Albergo Astoria Italia di Udine un convegno nazionale sul recovery dalle malattie da fitoplasmi, organizzato dal Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Università degli Studi di Udine e dal Servizio Fitosanitario Regionale, ERSA, Regione Friuli Venezia Giulia. Lo scopo del convegno è stato duplice: fare il punto sullo stato attuale delle conoscenze sul recovery e presentare alla Comunità scientifica nazionale i risultati ottenuti in circa un ventennio dal Gruppo di ricerca di Udine sul recovery e sulle resistenze acquisite (anche attraverso visite in parcelle sperimentali). Il numero di partecipanti ha sfiorato i 150, con rappresentanze del Ministero delle Politiche Agricole alimentarie Frestali, Roma, di varie Università e Centri di Ricerca Italiani, dei Servizi Fitosanitari di varie Regioni, di Cooperative, e con la presenza di alcuni Colleghi Sloveni e Tedeschi e di singoli Frutticoltori, Viticoltori e Studenti. Programma Le sei relazioni, ad invito, sono state presentate durante il pomeriggio del 1 settembre (Presidente, M. Barba). Essenzialmente, è stata riassunta l’importanza del recovery ed il suo significato pratico, oltre che storico e si sono avanzate interessanti ipotesi di carattere previsionale. E’ anche stato definito “cosa si intende precisamente per recovery” (Relazione M.Conti e F. Faoro). Microrganismi (inclusi i patogeni e gli endofiti) e svariati elicitori abiotici, possono svolgere una fondamentale influenza nella induzione del recovery oltre che di resistenze indotte. Attraverso metodiche molecolari avanzate è stato studiata l’influenza di batteri endofiti sul recovery e sulle resistenze non innate (Relazione P.A. Bianco, A. Bertaccini, G. Romanazzi). Le basi fisiologiche e molecolari non sono ancora completamente note: tuttavia attraverso indagini citochimiche e molecolari è stato messo in evidenza il fatto che il recovery, in vite e in melo, è associato a variazioni di tipo biochimico e ultrastrutturale del floema; al fenomeno concorrono modificazioni, sia a livello morfologico che di espressione genica, delle proteine floematiche (Relazione R. Musetti). Ci sono evidenze che il recovery in foglie di melo possa essere associato ad un aumento della capacità di sintesi delle specie reattive dell’ossigeno: questo ad opera di enzimi di superficie come ossidasi e perossidasi attivi a livello di interfaccia fra plasmalemma/parete cellulare. Inoltre, si verifica un aumento di acido jasmonico in seguito alla attivazione della via metabolica oxylipina. L’acido jasmonico è ritenuto correlato al fenomeno del recovery. Il coinvolgimento dell’acido salicilico sembra limitato alla fase iniziale della malattia (Relazione L. Clincon). In Friuli Venezia Giulia, da almeno 20 anni, è presente la fitoplasmosi 4 Petria -Workshop Udine 2011 “Il Recovery Da Fitoplasmosi” European Stone Fruit Yellows (ESFY), associata a fitoplasmi appartenenti a differenti ceppi; ma è estremamente diffuso anche il suo vettore naturale Cacopsylla pruni (M. Martini, A. Loschi, S. Borselli). In albicocco il recovery è raro, ma le piante “recovered” o semplicemente esposte ad infezioni naturali di ESFY, possono acquisire tolleranza contro la malattia. E’ interessante come le figlie delle piante madri con tolleranze acquisite possano continuare a comportarsi da tolleranti. In altre parole, lo status di “tolleranza” può essere trasmesso alla progenie. Si apre così una nuova possibilità per prevenire queste gravi malattie attraverso l’uso di piante con resistenze o tolleranze non pre-costituite, ma acquisite o indotte (Relazione R. Osler). In vite con FD o BN, il recovery tende ad essere comune e stabile. Può pertanto rappresentare un efficace strumento di controllo diretto delle malattie. Inoltre, le viti recovered possono sviluppare resistenza acquisita nei confronti di nuove infezioni (Relazione P. Ermacora, F. Pavan , E. Angelini). L’incontro si è concluso con una ampia discussione integrata con una Tavola Rotonda che ha coinvolto i presenti; in modo particolare i rappresentanti dei SSFFRR di alcune Regioni italiane e del Ministero competente (Presidente C. Frausin). Visite ad albicoccheti e vigneti sperimentali Come raccomandato dal Comitato Nazionale per lo Studio su Fitoplasmi e Fitoplasmosi (Roma), è stato riservato notevole spazio alle visite di campo. Durante la mattinata del 2 settembre, sono state visitate tre località del Friuli Venezia Giulia con albicocchi affetti da ESFY e parcelle con esempi di totale tolleranza acquisita verso il fitoplasma, oltre a piante con recovery permanente. Si sono potuti anche accertare esempi di trasmissione dello stato di tolleranza (e in un caso, di resistenza) alla progenie. A Gemona si è potuta apprezzare l’importanza del portinnesto sulla suscettibilità e sensibilità della marza (N. Loi). Nel pomeriggio si è visitato un vigneto in Provincia di Gorizia, con notevoli esiti di recovery spontaneo permanente da Legno Nero. In questo caso il recovery è stato così efficace ed importante da risolvere direttamente il problema della fitoplasmosi. (P. Ermacora, F. Pavan).
Abstract in English:
During 1 and 2 September 2011 a workshop was held at the Astoria- Italia Hotel of Udine (Italy), dedicated to the recovery phenomenon occurring in phytoplasma diseased plants. Organised by The Department of Agricultural and Environmental Sciences, Udine University and the Regional Phytosanitary Service, ERSA, Friuli Venezia Giulia Region. The main purpose of the meeting was at least double: present the up-to-date knowledge on the recovery; to inform the national scientific community about the experimental results achieved by the Udine Research Unit on recovery and related acquired resistances (also through visits to experimental fields). The number of participants was about 150, including representative of the Italian Ministry of Agriculture, several Italian Research Institutes, Universities, Phytosanitary Services of different italian Regions, viticulturists, fruit growers and students. Colleagues from Germany and Slovenia were also present. Program: Six oral reports were presented during the afternoon of September 1 by invited speakers (Chairman, M Barba). The role of recovery and its practical application were explained besides its historical meaning and relative expectations. It was also clarified what we indent for “recovery” (Relation M. Conti, F. Faoro). Microrganisms (the pathogens as well as the endophytes) and several abiotic elicitors can play an important role in favour of acquired/induced resistances. New molecular approach was explained that enhanced the level of studies concerning the role played by bacteria as endophytes and elicitors of non innate resistances. (Relation P. A. Bianco, A. Bertaccini, G. Romanazzi). The physiological and molecular basis of recovery and of acquired/induced resistances are not yet fully known. However we know that recovery in grapevine and apple is associated with biochemical and ultra-structural modifications of the infected phloem. More specifically phloem protein conformation (morphology) and gene expression patterns where treated (Relation R. Musetti). In addition, there is evidence that recovery in apple leaves could be associated to an increased capacity of synthesis of reactive oxygen species at the plasmalemma/ cell wall interface due to surface oxidase/peroxidase enzymes. Furthermore, the activation of the oxylipin pathway is responsible for the increase of jasmonic acid, which seems to be correlated to recovery, while the involvement of salicylic acid seems to be limited at the initial manifestation of the disease (Relation L. Clincon) In grapevines infected by grape-yellows (GY, Flavescence doree or Bois noir) 6 Petria -Workshop Udine 2011 “Il Recovery Da Fitoplasmosi” recovery can be common, effective and stable. The recovered grapevines can develop a relative acquired resistance against successive symptomatic infection. This way recovery can play a decisive role in solving practical problems derived from GYepidemics (Relation P. Ermacora, F. Pavan, E. Angelini). In Friuli Venezia Giulia region “European Stone Fruit Yellows” a dangerous phytoplasma disease is largely diffused since at least 20 years. Different phytoplasma strains are represented, sometimes in the same tree. The natural vector Cacopsylla pruni is very frequent in the region, too. (M. Martini, A. Loschi, S. Borselli). The recovery rarely occurs in apricot however single recovered trees can acquire a sort of total tolerance against ESFY. Very interestingly the progeny plants derived from tolerant mothers can continue to behave as tolerant as well. Is like saying that the tolerance is transmissible. This opens a new possibility for preventing or solving ESFY epidemics; by using plants with acquired/induced resistances or tolerances instead of healthy but fragile plants (Relation R. Osler). The meeting concluded with a wide-ranging discussion integrated with a round table which particularly involved regional sanitary services (Chairman, C. Frausin). Visits to experimental apricot orchards and to vineyards. As recommended by the national committee for the study of Phytoplasmas and Phytoplasma diseases (Rome), a strong emphasis was dedicated to experimental field visits. Three localities of Friuli Venezia Giulia where visited during the morning of September 2 hosting apricot orchards with plants showing typical symptoms of ESFY. Trees spontaneously recovered from ESFY disease as well as showing total acquired tolerance to the phytoplasma were observed and discussed. Convincing examples of the transmission of acquired tolerance to the progeny has been ascertained, too. The great influence of different rootstocks on the susceptibility and sensitivity of the scion was established at Gemona (N. Loi). A vineyard was visited during the afternoon of September 2 located in Gorizia province showing widespread examples of stably recovered grapes from BN. (P. Ermacora, F. Pavan).

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