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Scheda pubblicazione
Titolo:
Confronto tra le richieste energetiche di linee tradizionali e conservative di lavorazione dei terreni per la semina di un cereale autunno-vernino
Autori:
Pochi, D.; Cervellini, C.; Brannetti, G.; Grilli, R.; Fanigliulo R.
Anno:
2009
Lingue:
ITA, ita
Rivista:
IX Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria - Ricerca e innovazione nell'ingegenria dei biostistemi agro-territoriali
Tipo di pubblicazione:
Cartaceo
Luogo:
Via Monte di Dio, 5 - NAPOLI
Editore:
DOPPIAVOCE EDIZIONI
Riassunto in Italiano:
Le tecniche tradizionali di lavorazione del terreno per l’impianto di un cereale autunnale prevedono un’aratura mediamente profonda ed uno o più lavori successivi di affinamento superficiale per la preparazione del letto di semina. Come dimostrato da numerose sperimentazioni agronomiche, a tali tecniche sono associati alcuni effetti indesiderati quali l’eccessivo costo energetico, la perdita di elementi fertilizzanti e della fertilità naturale del suolo e l’incremento, negli ambienti suscettibili, dei fenomeni erosivi causati dall’acqua e dal vento. Per ovviare a tali effetti, le lavorazioni tradizionali possono essere vantaggiosamente sostituite da tecniche di lavorazione conservativa del terreno, quali la lavorazione senza inversione degli strati, la minima lavorazione e la semina su sodo, che mirano al mantenimento di una copertura permanente del terreno ed alla riduzione del numero degli interventi e della loro profondità. Il Centro Prove Macchine Agricole (CPMA) del CRA-ING è specializzato nel rilievo delle prestazioni operative delle macchine per la lavorazione e la semina del terreno ed è accreditato per la certificazione ENAMA delle stesse. Nel corso di tale attività sono state effettuate le prove di 44 operatrici di varia tipologia, su parcelle di terreno omogeneo caratterizzato da una tessitura argillosa-limosa. In seguito alle prove, per ciascuna operatrice si è ottenuto un quadro completo delle prestazioni dal punto di vista dinamico-energetico e della qualità del lavoro svolto. La disponibilità di tali informazioni ha consentito di combinare i dati di macchine opportunamente selezionate (secondo criteri di omogeneità come il fronte e la profondità di lavoro, le richieste di potenza, ecc.) in modo da comporre 8 linee di lavorazione (3 tradizionali e 5 conservative) per le quali fornire una stima delle richieste di lavoro ed energia, attraverso l’analisi relativa ai tempi di lavoro, al consumo di combustibile, alle potenze richieste ed alla spesa globale di energia per unità di superficie. I risultati dell’elaborazione mostrano che nel passaggio da linee di lavorazione tradizionali a linee progressivamente più conservative, nelle specifiche condizioni di prova, è possibile conseguire riduzioni dei parametri sopra considerati fino al 50%, per giungere a punte dell’80% nel caso della semina su sodo.
Riassunto in Inglese:
Link:
http://www.aiia2009.it/

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