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WINTERCAGE
Coordinatore di progetto: ANTONIO NANETTI

Trattamento invernale della varroa con interruzione artificiale di covata

La prova di questo primo anno si svolge su circa 60 colonie e inizia nel pieno della stagione autunno-invernale 2016/17. Le colonie sperimentali vengono ripartite in quattro gruppi di quindici alveari ciascuno: 1) Ingabbiamento breve - Le regine sono confinate al centro del rispettivo glomere nel periodo fine novembre/dicembre e rilasciate dopo il tempo strettamente necessario allo sfarfallamento della covata, ovvero dopo tre-quattro settimane. 2) Ingabbiamento intermedio - Le regine sono confinate al centro del rispettivo glomere nel periodo fine novembre/dicembre e rilasciate dopo circa due mesi. 3) Ingabbiamento prolungato - Le regine sono confinate al centro del rispettivo glomere nel periodo fine novembre/dicembre e rilasciate dopo circa tre mesi. 4) Controllo negativo - La manipolazione non viene eseguita e le regine vengono lasciate libere di proseguire la deposizione. Trattamenti con Api-Bioxal (acido ossalico biidrato) vengono eseguiti contemporaneamente nei quattro gruppi utilizzando il metodo detto “del gocciolamento” e sono sincronizzati con l’assenza di covata che si realizza nel gruppo 1. Essendo l’elevata efficacia acaricida di questo trattamento ampiamente acquisita dalla letteratura scientifica, per evitare interferenze con il successivo sviluppo delle colonie non si procede ad sua valutazione attraverso il metodo classico (somministrazione di un successivo trattamento critico). Viene tuttavia monitorata con continuità la mortalità degli acari per tutto il periodo di prova, e ciò consentirà eventuali deduzioni sull’efficacia degli interventi eseguiti. La dimensione delle colonie viene quantificata e la condizione delle regine valutata prima di eseguire i trattamenti e in almeno altri due momenti dello sviluppo post-invernale, verosimilmente nel periodo marzo-aprile. Visite delle colonie consentiranno di valutare eventuali spostamenti del glomere legati al consumo delle scorte alimentari interne agli alveari, modificando eventualmente la posizione della gabbia per evitare l’isolamento (e quindi la morte) della regina. Eventuali casi di mortalità delle regine saranno comunque rilevati e presi in adeguata considerazione. I risultati saranno comunicati agli apicoltori attraverso incontri e/o pubblicazioni, secondo modalità da concordare con la Regione e con le associazioni di categoria. In caso di risultati favorevoli, la prova sarà considerata preliminare ad una più estesa, da eseguire nella seconda annualità in collaborazione con gli apicoltori stessi secondo le modalità della citizen science, nella quale le osservazioni eseguite da ciascun partecipante volontario saranno condivise su un database reso disponibile online.
Elenco strutture
EEPP - Regione Emilia Romagna - Assessorato all'Agricoltura
CRA - Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura (API)

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