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MOLTI
Coordinatore di progetto: ENRICO MARIA LODOLINI

Miglioramento della produzione in oliveti tradizionali e intensivi

Il sistema olivicolo italiano mostra un forte ritardo rispetto alla concorrenza di altri Paesi che hanno aggiornato gli impianti esistenti ed ampliato la produzione anche mediante la realizzazione di nuovi oliveti. E' necessario rafforzare il “made in Italy” puntando a preservare e valorizzare il germoplasma olivicolo nazionale e la qualità delle produzioni locali, incrementare la produzione nazionale attraverso la riforma degli impianti tradizionali e la razionalizzazione della coltivazione, contenere i costi predisponendo le piante a idonei livelli di meccanizzazione negli impianti esistenti/tradizionali e promuovere il rinnovamento attraverso la realizzazione di nuovi impianti anche ad alta densità. Il progetto MOLTI vanno nella direzione indicata dal piano olivicolo nazionale per rilanciare l'olivicoltura italiana. In particolare le attività di ricerca proposte si articolano nei seguenti work packages (WP) e tasks. WP1 Coordinamento Prevede la gestione amministrativa (task 1.1) e scientifica (task 1.2) del progetto attraverso un monitoraggio costante dei progressi compiuti da ciascuna UO. Un comitato scientifico costituito dai singoli respondsabili di WP si riunirà a cadenza semestrale per individuare eventuali problemi e per predisporne le soluzioni. Ciò sarà realizzato anche attraverso periodiche riunioni (cadenza trimestrale), anche in videoconferenza, tra il responsabile di ciascun WP e i responsabili scientifici di ciascun aUO coinvolta. Alla fine di ogni anno sarà redatto un documento sullo stato di avanzamento delle attività scientifiche e sulla situazione amministrativa e finanziaria. Il comitato avrà anche il compito di produrre la documentazione scientifica dei progressi realizzati dal programma, da sottoporre ai soggetti finanziatori. WP2 Razionalizzazione dell’olivicoltura tradizionale mediante gestione della chioma Una parte importante delle attività del progetto ha l’obiettivo di aumentare l’attitudine produttiva di impianti tradizionali preparandoli alla possibilità di meccanizzazione. La messa a punto di schemi di ristrutturazione prima e di gestione poi, in funzione anche delle diverse zone olivicole e varietà considerate, devono permettere un rapido recupero della capacità produttiva e la riduzione dei costi di produzione. In particolare il Task 2.1 - Riorganizzazione chioma e semplificazione scheletrica prevede una ricerca applicata in campo in impianti tradizionali (sesti regolari, con potenzialità di dare reddito ma gestiti in modo tradizionale) in 5 ambienti differenti (Umbria, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia) su varietà locali. Negli impianti tradizionali, la riforma della chioma rappresenta un aspetto cruciale per recuperare la funzionalità degli alberi e promuovere il ripristino della piena potenzialità produttiva. La riforma di piante molto vecchie e allevate secondo forme obsolete è spesso condotta in modo non razionale che determina tempi lunghi per il ritorno in piena produzione. La definizione, con le attività proposte, di soluzioni di intervento rispettose della fisiologia della specie in modo da minimizzare i tempi per il recupero della piena funzionalità degli alberi, delle norme sulla sicurezza del lavoro ed in grado di dare una struttura che permetta una più facile meccanizzazione potrà avere un impatto molto importante sul miglioramento della redditività degli impianti tradizionali, anche in considerazione dell’elevata superficie nazionale di tali oliveti in queste condizioni. In alternativa ai drastici interventi di stroncatura alla ceppaia, al tronco o alle branche principali spesso tradizionalmente applicati, il Task 2.1 propone di studiare approcci più moderni che mirano a minimizzare gli interventi sfruttando i principi della potatura a tutta cima e quelli della potatura minima. WP3 Adozione di idonee tecniche colturali in impianti tradizionali Accanto alle ricerche riguardanti la potatura, sono previste attività per il miglioramento delle altre tecniche colturali per esaltare le risposte produttive delle piante. Particolare rilievo è dato alle strategie di gestione del suolo (Task 3.1). Questa linea di ricerca prevede l’applicazione di due diverse gestioni del suolo (conservativa e non) nei 5 impianti tradizionali scelti nel task 2.1 (Umbria, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia) in modo da studiare l’effetto singolo o combinato dei trattemnti di potatura e di gestione del suolo con l’obiettivo di un rapido recupero della funzionalità della chioma e della produzinoe di frutti. Oltre ai rilievi su pianta saranno monitorate le condizioni di fertilità del suolo in termini di contenuto di sostanza organica, contenuto carbonio e azoto, bilancio carbonio e azoto e in termini di presenza, tipologia e attività della popolazione microbica (solo Lazio). Saranno effettuate analisi qualitative dell’olio prodotto per verificare eventuali effetti delle diverse combinazioni testate. Nel Task 3.2 - Analisi costi-benefici le soluzioni studiate circa la riorganizzazione della chioma e semplificazione scheletrica (task 2.1) e circa le strategie di gestione del suolo (task 3.1) saranno quantificate considerando le principali voci di spesa inerenti alla metodologia applicata mediante la determinazione dei costi orari di ogni operazione. Saranno effettuati confronti tecnico-economici sulle diverse strategie adottate per evidenziarne i vantaggi e gli svantaggi. WP4 – Messa a punto di tecniche colturali in impianti ad alta densità Per quanto riguarda il rinnovamento/l’ampliamento degli oliveti, particolare attenzione è data nel progetto agli impianti ad alta densità. Tale modello di olivicoltura è nato in Spagna circa 25 anni fa e si sta diffondendo rapidamente in numerosi paesi, incluso l’Italia, in quanto permette di raggiungere presto la piena produzione ed una meccanizzazione integrale della raccolta con macchine scavallatrici. Ad oggi, però, il panorama varietale utilizzato per questo modello d’impianto è di tre varietà internazionali (Arbequina, Arbosana e Koroneiki). Studi sull’utilizzo di cultivar italiane idonee all’alta densità e sulla definizione della migliore tecnica di coltivazione da adottare per anticipare il più possibile l’entrata in produzione sono stati già avviati da alcuni anni ma hanno bisogno di ulteriori ricerche in condizioni diversificate di varietà e ambiente. In effetti, la definizione di modelli italiani di olivicoltura ad alta densità (da 500 a 800 piante/ha, fino a 1.000-1.500 piante/ha) economicamente sostenibili per le diverse condizioni pedo-climatiche delle nostre aree olivicole permetterebbe di aumentare in maniera importante le possibilità di sviluppo della nostra olivicoltura. Il progetto propone di studiare la gestione della chioma, del suolo, della nutrizione e della risorsa irrigua per ottimizzare la tecnica colturale in impianti ad alta densità con varietà italiane garantendo un rapido accrescimento (forzatura) e una precoce entrata in produzione (fine della terza stagione di crescita dall’impianto) in fase di allevamento e controllando l’equilibrio vegeto-riproduttivo degli alberi adulti per mantenere le dimensioni della chioma nei vincoli stabiliti dalla densità d’impianto (e dal tipo di raccolta meccanizzata) e, al tempo stesso, assicurare produzioni elevate e costanti. In particolare, il Task 4.1 – Utilizzo di varietà italiane in alta densità prevede ricerche applicate in campo utilizzando 4 varietà di olivo italiane (2 del centro Italia e 2 del sud Italia) ritenute altamente idonee all’alta densità in recenti studi scientifici a confronto con 1 varietà internazionale (Arbequina) in due nuovi impianti ad alta densità da realizzare nel Lazio (presso l’azienda sperimentale del CREA-OFA sede Roma, via di Fioranello) e in Calabria (presso l’azienda sperimentale del CREA-OFA sede Rende, contrada Li Rocchi Vermicelli). Le ricerche nei due nuovi impianti ad alta densità serviranno a studiare la plasticità fenotipica delle varietà in due ambienti differenti e confrontare l’attitudine alla crescita aerea e radicale in fase di allevamento e la precoce entrata in produzione. Nel Task 4.2 - Controllo delle infestanti nel sottofila di un impianto ad alta densità nei primi anni dall’impianto saranno messe a confronto diverse soluzioni per il controllo fisico delle infestanti lungo la fila (problema molto evidente nei primi 3 anni dall’impianto e che richiede un impegno costante e oneroso per il controllo) inclusa la tecnica maggiormente adottata ed accettata nell'areale di riferimento locale (es. fresa interfilare). Soprattutto fin quando la giovane pianta non ha ancora sviluppato un apparato radicale competitivo con le infestanti per acqua ed elementi nutritivi e un asse centrale con una resistenza strutturale tale da consentire l'impiego di sensori di contatto, lo sviluppo di tecniche poco invasive diviene molto importante per accelerare la crescita senza danneggiamenti di alcun genere come può avvenire con i comuni sistemi di richiamo e rilascio meccanici a molla o idraulici. In tale ambito, oltre alla crescita della chioma saranno anche studiate la crescita, topografia e l’architettura radicale e la presenza e attività delle popolazioni microbiche a seconda delle diverse pratiche di gestione del sottofila applicate. Il Task 4.3 - Strategie di gestione della potatura per il controllo vegeto-riproduttivo prevede lo studio di soluzioni di potatura di allevamento (intensità e/o epoche) su varietà italiane (eventualmente a confronto con una internazionale) in 3 giovani oliveti ad alta densità (primi anni dall’impianto) con l’obiettivo di accelerare l’accrescimento della chioma per ottenere il più rapidamente possibile il riempimento dello spazio tra una pianta e l’altra lungo la fila (filare continuo) e anticipare l’entrata in produzione. In un’altra attività di ricerca in 3 impianti adulti (in produzione) ad alta densità saranno studiate combinazioni di potatura laterale (hedging) e apicale (topping) alternando interventi sia manuali (agevolati) che meccanici e effettuati in epoche diverse su una varietà italiane (a confronto con una internazionale). L’obiettivo è individuare combinazioni che permettano, alternando interventi meccanici e manuali di modalità/intensità variabile secondo necessità, di controllare l’accrescimento della chioma, la produzione dei frutti in modo mirato secondo necessità specifiche per varietà ed areale, indirizzare la crescita verso strutture flessibili e potenzialmente produttive (rami misti) e garantire la buona illuminazione e un ricambio bilanciato delle strutture esaurite all’interno della chioma. Di ogni soluzione adottata saranno effettuate analisi economiche comparative e comprensive di costi orari dei cantieri meccanici utilizzati integrati con i costi degli eventuali interventi integrativi anche manuali di completamento/correzione necessari per l'applicazione dello specifico percorso colturale applicato. Nel Task 4.4 Strategie di gestione della nutrizione saranno studiati gli effetti di trattamenti nutrizionali differenziati per indurre una forzatura della crescita vegetativa e un arresto programmato in impianti ad alta densità nei primi anni dall’impianto. Le ricerche saranno condotte nei due nuovi impianti ad alta densità da realizzare nel Lazio (presso l’azienda sperimentale del CREA-OFA sede Roma, via di Fioranello) e in Calabria (presso l’azienda sperimentale del CREA-OFA sede Rende, contrada Li Rocchi Vermicelli) e prevedono lo sudio di protocolli di fertilizzazione e modulazione del rapporto tra nutrienti durante la stagione per assicurare rapido accrescimento e precoce entrata in produzione. Il Task 4.5 Strategie di gestione irrigua prevede lo studio dei fabbisogni idrici dell’olivo in condizioni di alta densità d’impianto utilizzando metodi di stima basati sia sui dati climatici che su misurazioni dirette in campo dello stato idrico della pianta, in modo da utilizzare al meglio l’acqua disponibile anche attraverso l’uso di sensoristica di precisione e strumenti per il monitoraggio in continuo dell’accrescimento dei frutti o l’allungamento dei germogli. Le ricerche, che si concentrano su varietà italiane eventualmente a confronto con una varietà internazionale di riferimento, prevedono di valutatre gli effetti di volumi irrigui ottimali e sub-ottimali in deficit idrico controllato in base all’evapotraspirato per studiare gli effetti sulla forzatura dell’accrescimento vegetativo e sulla precocità di entrata in produzione di impianti ad alta densità nei primi anni dall’impianto in due ambienti (Toscana e Sicilia) differenti dal punto di vista pedo-climatico ma molto importanti per la coltivazione dell’olivo secondo modelli colturali intensivi. Allo stesso modo, studi per la messa a punto di nuove strategie per la gestione sostenibile della risorsa idrica in impianti di olivo ad alta densità in piena produzione saranno implementati in Puglia e Sicilia. Obiettivi principali del task sono: studio dei meccanismi di gestione dell’acqua da parte di impianti ad alta densità in fase di allevamento e in piena produzione, ottimizzazione della gestione irrigua attraverso protocolli di monitoraggio dell’umidità del suolo e delle performance fisiologiche della pianta, incremento di produttività e WUE in impianti ad alta densità e messa a punto di protocolli irrigui specifici per impianti ad alta densità nelle diverse fasi dell’oliveto (allevamento, entrata in produzione e piena produzione) per varietà di olivo nazionali e per alcuni areali tipici per la coltivazione dell’olivo. WP n. 5 – Piano di sfruttamento dei risultati di progetto Il piano di sfruttamento dei risultati prevede la disseminazione a più livelli delle informazioni ottenute dalle linee di ricerca sviluppate nel progetto, da quello strettamente scientifico rivolto a ricercatori a quello tecnico-divulgativo rivolto agli stakeholders del settore olivicolo-oleario. Task 5.1 – Disseminazione dei risultati I risultati delle ricerche saranno pubblicati su riviste scientifiche internazionali e su magazine nazionali di tipo tecnico-divulgativo. I risultati intermedi e finali del progetto saranno presentati a convegni i internazionali e nazionali per favorirne la diffusione nella comunità scientifica. Alla fine del progetto sarà organizzato un convegno scientifico per la presentazione dei risultati ottenuti nelle diverse linee di ricerca sviluppate. La divulgazione dei risultati agli stakeholders di settore (produttori olivicolo-oleari, frantoiani, associazioni ed organizzazioni di produttori, associazioni di categoria, agronomi, ecc) prevede l’organizzazione di workshop, seminari e eventi formativi per la presentazione dei risultati di ricerca e delle ricadute tecniche del progetto.
Elenco strutture
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - Dipartimento delle politiche europee ed internazionali e dello sviluppo rurale - Direzione generale dello sviluppo rurale - DISR 4 - Ricerca e sperimentazione - Dipartimento delle politiche europee ed internazionali e dello sviluppo rurale - Direzione generale dello sviluppo rurale - DISR IV
CRA - Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura - Roma Ciampino
CRA - Ingegneria e trasformazioni agroalimentari
CRA - Agricoltura e ambiente - Bari

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