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BIOTECH_CISGET
Coordinatore di progetto: NUNZIO D'AGOSTINO

BIOTECH sottoprogetto: Cisgenesi e genome editing in pomodoro

Nei prossimi anni l’agricoltura italiana dovrà affrontare sfide diverse tra le quali l’incremento delle produzioni, l’adattamento delle specie coltivate ai cambiamenti climatici, l’adozione di pratiche agricole rispettose dell’ambiente, nonché il cambiamento di gusto dei consumatori e le nuove esigenze di un mercato sempre più globale. I recenti avanzamenti tecnologici nel campo della genomica e della bioinformatica rendono il miglioramento genetico delle piante agrarie lo strumento potenzialmente più idoneo ad affrontare le sfide dei prossimi anni. Le varietà coltivate vengono sistematicamente rinnovate, attraverso specifici programmi di breeding, per migliorare le loro caratteristiche qualitative, la resa produttiva o la capacità di adattarsi all’ambiente e di resistere alle malattie. Oggi l’avanzamento delle conoscenze genomiche ed il progresso della bioinformatica, stanno rivoluzionando il modo con cui vengono sviluppate le varietà da coltivare. In Italia, in particolare, la promozione della ricerca genomica assume una valenza strategica considerato che gran parte dei semi delle varietà o ibridi coltivati sono importati o sono state/i selezionate attraverso know-how consolidato all’estero, fino al paradosso dei prodotti tipici realizzati ricorrendo a risorse genetiche provenienti dall’estero. Il pomodoro ha origine in America sud-occidentale, regione che rappresenta il suo centro di domesticazione e di diversificazione primario. Una seconda ondata di diversificazione e selezione avvenne nel XVI secolo, con l’introduzione del pomodoro in Europa da parte degli spagnoli, e fiorì nel Sud Italia. In Italia, nel 2012 sono stati prodotti in coltura protetta circa 485.000 tonnellate di pomodoro da mensa su una superficie di 6380 ha per una resa pari a 75 t/ha (dati ISMEA). Per quanto riguarda il pomodoro da industria, dati ISMEA del 2014 indicano una superficie coltivata pari a 68.265 ha per una produzione totale di circa 4,9 milioni di tonnellate ed una resa di 720 t/ha. Con più di 4,9 milioni di tonnellate di pomodoro inviato alla trasformazione nel 2014, l’Italia detiene il primato in Europa nella produzione di derivati ed è terza al mondo solo dopo la Cina e gli Stati Uniti (dati ANICAV). Il pomodoro ed i suoi derivati, dunque, rappresentano un vero e proprio simbolo di identificazione nazionale e la filiera pomodoro è considerata strategica per l'industria agroalimentare italiana. La riduzione quali-quantitativa della disponibilità di risorse naturali (suolo e acqua) per l’agricoltura, l'impatto dei cambiamenti climatici, e la trasformazione delle abitudini alimentari sono sfide che devono essere affrontate indirizzando la ricerca ed i processi produttivi verso una maggiore sostenibilità economica (capace di garantire la vitalità economica degli agricoltori e delle comunità rurali), sociale (capace di soddisfare le attese dei cittadini) ed ambientale con l'obiettivo di ottenere maggiori produzioni di miglior qualità con un minor uso di risorse (more with less). Tali sfide, inoltre, devono necessariamente comportare un cambiamento di strategia e di paradigma e rappresentano un'importante opportunità da cogliere per accelerare il processo di introduzione di innovazione tecnologica nella ricerca pubblica così come chiaramente delineato nella "strategia per l'innovazione e la ricerca nel settore agricolo, alimentare e forestale 2014-2020" predisposta dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Per quanto riguarda il pomodoro, questa spinta di innovazione pone le sue basi nel finanziamento del progetto MiPAAF Agro-Nanotech che ha dato un importante contributo all'ottenimento della sequenza completa del genoma di pomodoro. All'interno dello scenario appena delineato, tale risorsa si rivela indispensabile per affrontare attività di ricerca sui temi della sostenibilità ambientale della coltivazione (soprattutto in ambiente protetto), della resistenza agli stress biotici ed abiotici e del miglioramento della qualità organolettica, nutrizionale e tecnologica dei frutti di pomodoro. Questi sono sicuramente tra gli obiettivi prioritari per il miglioramento genetico del pomodoro e possono essere perseguiti svolgendo attività di ricerca ed adottando soluzioni innovative basate anche sull'impiego delle biotecnologie di seconda generazione.
Elenco strutture
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - Dipartimento delle politiche europee ed internazionali e dello sviluppo rurale - Direzione generale dello sviluppo rurale - DISR 4 - Ricerca e sperimentazione - Dipartimento delle politiche europee ed internazionali e dello sviluppo rurale - Direzione generale dello sviluppo rurale - DISR IV
CRA - Orticoltura e florovivaismo - Monsampolo del Tronto (AP)
CRA - Genomica e bioinformatica - Roma
CRA - Orticoltura e Florovivaismo - Pontecagnano (SA)

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