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CREA-OFA - Il germoplasma olivicolo del campo collezione del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria - Autori vari - Copyright CREA - 2017

Il germoplasma olivicolo del campo collezione del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria

Perri Enzo, Zelasco Samanta, Benincasa Cinzia, Vizzarri Veronica, Carbone Fabrizio, Lo Feudo Gabriella, Alessandrino Sabina, Salimonti Amelia, Romano Elvira, Pellegrino Massimiliano, Godino Gianluca, Zaffina Francesco, Parise Attilio

L’olivo (Olea europaea L.) è una delle più importanti specie di interesse agrario del bacino del Mediterraneo e tra le prime sei colture agrarie più importanti del mondo. Grazie al suo prodotto principale, l’olio extra vergine di oliva, considerato un elemento fondamentale della dieta Mediterranea, esso rappresenta uno dei pilastri dell’economia nazionale.
La grande diffusione dell’olivo sul territorio nazionale dimostra l’importanza della coltura per l’ambiente, la produzione e la difesa del territorio. Il legame tra l’olivo, il territorio nazionale e la popolazione è antichissimo e dimostrato da testimonianze storiche che risalgono sin dal XIII secolo a.C. (E. Perri et al., 2011).
Il vincolo stretto che esiste tra i territori e l’olivicoltura è documentato da innumerevoli fonti storiche, documenti di archivio e dalla stessa realtà paesaggistica odierna. Malgrado ciò, l’assetto produttivo dell’olivicoltura nazionale è in parte obsoleto, perché basato su impianti tradizionali spesso costituiti da accessioni secolari la cui identità genetica non è omogenea né certa.
Sulla base delle stime della Divisione di Produzione e Protezione Vegetale del Germoplasma di Olivo della FAO, il germoplasma olivicolo mondiale è costituito da 2629 varietà diverse (http://www.fao.org). Il germoplasma olivicolo italiano includerebbe 631 cultivar e 827 accessioni non completamente identificate e mantenute in 26 collezioni (Bartolini et al., 2014). Il recente Registro nazionale delle varietà di piante da frutto, aggiornato dal MIPAAF, attualmente annovera ben 695 varietà di olivo (https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10035). Alla luce delle continue segnalazioni di nuovi potenziali ecotipi e di più accurate conoscenze genetiche sull’olivo coltivato che stanno evidenziando una maggiore eterogeneità del germoplasma italiano, si ritiene che il numero delle varietà di olivo in Italia sia sottostimato.
Nonostante i numerosi lavori volti alla descrizione morfo-bio-agronomica, biochimica ed alla caratterizzazione molecolare delle varietà di olivo, vi è ancora una certa confusione sulla denominazione delle varietà a causa di molteplici casi di sinonimia e di omonimia riscontrati. La caratterizzazione del germoplasma olivicolo, costituisce la premessa per avviare un processo di miglioramento produttivo e qualitativo della olivicoltura, attraverso l’acquisizione di conoscenze relative al riconoscimento delle varietà, al loro comportamento agronomico e alle caratteristiche compositive ed organolettiche dell’olio corrispondente.
Per questa ragione, l’elaborazione e redazione di un catalogo del germoplasma olivicolo in collezione in un campo di comparazione nello stesso ambiente pedoclimatico ha l’importante funzione di supportare, da un lato, i produttori nella scelta varietale e, dall’altro la comunità scientifica nel fare chiarezza sul processo di riconoscimento varietale basato su descrittori morfologici e molecolari.
Consapevoli dell’importanza della redazione di un catalogo del germoplasma olivicolo, è stata completata e realizzata una nuova raccolta dei dati morfo- bio-agronomici e molecolari, relativa al germoplasma olivicolo del Campo di Mirto Crosia, che comprende e descrive 188 varietà di olivo (tabella 1).
Il presente catalogo è complementare alla precedente monografia (I. Muzzalupo, 2012), in quanto riporta soprattutto schede di varietà inedite e meno note e diffuse, ma non per questo meno interessanti, che evidenziano la ricchezza della collezione del CREA-OLI di Rende, il lavoro paziente e certosino svolto da tutti i ricercatori e tecnici del Centro, e, soprattutto, l’inestimabile patrimonio rappresentato dalla biodiversità dell’olivo nel nostro paese.

 


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