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CREA-CMA - Atlante italiano del clima e dei cambiamenti climatici - Autori vari - copyright CREA – 2017

Atlante italiano del clima e dei cambiamenti climatici

Autori: Stanislao Esposito, Maria Carmen Beltrano, Flora De Natale, Edmondo Di Giuseppe, Luigi Iafrate, Angelo Libertà, Barbara Parisse e Massimo Scaglione

Coordinamento editoriale a cura di: Stanislao Esposito, Maria Carmen Beltrano, Flora De Natale, Barbara Parisse

Il clima è un elemento fondamentale dell’ambiente da cui dipendono gran parte dei presupposti che rendono possibile la vita e, in ultima analisi, il benessere dell’uomo. La natura del rapporto uomo - clima (imprescindibile nei fatti, reciproco negli effetti) è continuamente mutata nel corso dei millenni di pari passo con l’evoluzione del genere umano e dei suoi assetti sociali.
Attualmente, nonostante le più solide conoscenze scientifiche ed il maggiore discernimento razionale, l’interazione uomo-clima risente ancora di retaggi ancestrali e abbastanza spesso risulta influenzata da scarsa o cattiva informazione, da labile “memoria climatica” o addirittura dal mero conformismo al pensiero di massa. Anche se probabilmente i fenomeni climatici non sono più ritenuti strumenti premianti o punitivi della volontà Divina, il clima o, per meglio dire la percezione che ne riceviamo, appare ancora oggi confinata nella sfera istintuale ed emozionale. A nostra parziale discolpa, tuttavia, è doveroso aggiungere che esiste una difficoltà oggettiva che contrasta con una più logica e corretta conoscenza del clima, rappresentata da fattori di scala spaziali e temporali che differenziano nettamente colui che osserva (l’uomo) e chi è osservato (il clima). Una singola persona, infatti, benché dotata di eccellente memoria e notevoli capacità razionali, può al massimo avere esperienza degli eventi climatici occorsi nel limitato arco della sua vita e nel circoscritto ambito territoriale di dove ha vissuto.
Considerate la complessità e la variabilità della fenomenologia atmosferica, nonché le dimensioni spazio-temporali del pianeta Terra, si può facilmente immaginare quanto possa essere improbabile qualsiasi raffronto fra percezione e nozione di clima. Qualsiasi approccio alla conoscenza oggettiva del clima che vada oltre le esperienze sensoriali/emotive dirette, deve necessariamente basarsi su solide e longeve basi informative, nonché su metodologie di analisi di assoluto rigore scientifico. Secondo quest’ottica, il presente Atlante è stato concepito proprio per fornire un quadro aggiornato e scientificamente rigoroso del clima del territorio italiano e dei cambiamenti climatici in corso che ne stanno in parte modificando sensibilmente le tradizionali caratteristiche.
Al fine di restituire una rappresentazione oggettiva, attuale, chiara e corretta di questi aspetti, gli autori si sono avvalsi di una base informativa del tutto idonea allo scopo prefissato, sia in termini di copertura territoriale, sia in termini di ampiezza del periodo temporale considerato (1961-2010). I dati di base utilizzati derivano da fonte istituzionale (Sistema informativo agricolo nazionale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) e soddisfano adeguatamente i requisiti di affidabilità e confrontabilità raccomandati dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale essendo stati anche preliminarmente processati per accertarne il grado di coerenza spaziale, di consistenza temporale e di qualità intrinseca.
Per quanto riguarda le elaborazioni numeriche e le rappresentazioni cartografiche, sono state adottate metodologie e procedure idonee a garantire la correttezza e la significatività dei risultati, nonché un eventuale trasferimento di questi in concrete applicazioni operative. Diverse sono le variabili considerate e numerosi gli indici climatici derivati che restituiscono nel complesso, ma anche secondo l’opportuno dettaglio stagionale e territoriale considerato, un utile strumento informativo sui limiti e sulle potenzialità climatiche del nostro territorio, soprattutto per quanto riguarda la valutazione delle idoneità agro-ambientali.
In definitiva, nell’attuale situazione di incertezze che sempre più spesso vede le ragioni dello sviluppo economico e della crescita demografica contrapporsi agli equilibri climatico-ambientali, questo atlante vuol rappresentare un contributo della ricerca scientifica per definire, seppure a scala nazionale, le misure idonee ad assicurare nel medio-lungo periodo i necessari criteri di sostenibilità.


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