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CREA-DC - ALT.RAMEin BIO. Strategie per la riduzione e possibili alternative all’utilizzo del rame in orticoltura biologica - A cura di A. La Torre e V. Battaglia - Copyright CREA - 2017

ALT.RAMEin BIO

Strategie per la riduzione e possibili alternative all’utilizzo del rame in orticoltura biologica

A cura di Anna La Torre e Valerio Battaglia

Il progetto si è prefisso l’obiettivo di individuare strategie operative e prodotti in grado di ridurre o eliminare l’uso del rame in fitoiatria, in modo da affrancare totalmente o parzialmente gli operatori del comparto biologico dall’impiego di questo metallo pesante. I principi fondanti del metodo di produzione biologico sono, infatti, in antitesi con l’impiego di sostanze responsabili di inquinamento ambientale. Altra finalità progettuale è stata quella di fornire strumenti e conoscenze ai decisori politici per le scelte che sono chiamati ad assumere, a livello europeo, sulla problematica dell’uso del rame nella protezione fitosanitaria. Nel dibattito sono stati coinvolti anche esperti europei, dal momento che le decisioni su questo tema andranno prese a livello comunitario. Nello specifico, è stata valutata l’efficacia di dosaggi ridotti di rame, del polisolfuro di calcio, di prodotti naturali alternativi al rame e del sistema di copertura antipioggia e antinsetto Keep in touch® nei confronti della ticchiolatura e dei marciumi di magazzino su melo. Su drupacee è stata studiata l’efficacia di dosaggi ridotti di rame e di sostanze naturali alternative al rame, esaminate sia da sole che in miscela tra di esse, nella lotta alla maculatura batterica. Il progetto ha previsto il coinvolgimento della FIRAB, in modo da agevolare e rendere costante il contatto tra mondo produttivo e mondo della ricerca. I risultati progettuali potranno essere utilizzati dalle Associazioni di produttori di mezzi tecnici, che sono state coinvolte nel progetto, per formulare i prodotti a basso impatto ambientale rivelatesi maggiormente efficaci nel corso delle prove. Il progetto ha anche cercato di valutare i percorsi autorizzativi da seguire per rendere utilizzabili nella pratica agricola i prodotti rivelatisi efficaci. Il supporto che il progetto può offrire agli operatori, per il superamento di questa criticità, può concorrere alla crescita dell’agricoltura biologica.


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