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CREA-FRC - L’Agricoltura biodinamica: verso un modello produttivo agroecologico. Analisi e considerazioni agronomiche ed economiche su casi studio aziendali - L. Morra e R. Pergamo - Copyright CREA - 2016

L’Agricoltura biodinamica: verso un modello produttivo agroecologico

Analisi e considerazioni agronomiche ed economiche su casi studio aziendali

Luigi Morra e Raffaella Pergamo

L’agroecologia è un nodo cruciale della modernità. La sua formalizzazione come disciplina è avvenuta a partire dagli anni Ottanta del Novecento, ma si manifestò con gli strumenti operativi della biodinamica, fin dai primi anni Venti del Novecento, per rispondere sia al problema ambientale, sia al problema sociale dei rapidi cambiamenti in atto nel mondo rurale. Tali cambiamenti già allora spopolavano i campi dagli agricoltori e li svuotavano di senso. Sorse anche sulla scorta dell’esigenza di una profonda riforma epistemologica e dalla constatazione che alla potenza tecnologica del processo industriale in agricoltura, non corrispondesse la fondazione di un adeguato modello sistemico capace di indirizzare dall’interno gli assetti generali della vita rurale e delle relazioni sociali.
Appariva già allora urgente lavorare a un nuovo paradigma scientifico, pensare a una nuova socialità e a un processo agronomico che le fosse armonicamente coerente. Per questo passo fu determinante il ruolo di Rudolf Steiner (1861 – 1925), pioniere dell’agroecologia. Questi aveva prodotto diversi studi su di un nuovo assetto sociale e fondato un movimento per la loro attuazione. La sua dottrina della triarticolazione dell’organismo sociale lo aveva visto impegnato, già prima del grande conflitto mondiale. Il movimento che ne era nato andava contro gli incipienti totalitarismi. Questo impegno aveva fortemente condizionato le sorti del filosofo austriaco, che dovette riparare definitivamente in Svizzera, negli anni intorno al tentato colpo di Stato di Hitler a Monaco. Dai sobborghi di Basilea, a Dornach, dove aveva stabilito con centinaia di colleghi, un centro di ricerca, avviò anche le prime sperimentazioni di un metodo agricolo ecologico, che stesse al passo coi cambiamenti e con le esigenze della contemporaneità e la preparasse a un migliore assetto sociale. Quella che avrebbe poi preso il nome di agricoltura biologica-dinamica fu il nucleo teorico e tecnico da cui ebbe sviluppo, nel tempo, il grande movimento dell’agricoltura organica o biologica. In diversi paesi europei il lascito ideale dei primi ricercatori si è diffuso e affermato, attraverso una tradizione di ricerca solida. In Italia l’applicazione dell’agricoltura biodinamica dalla fine degli anni Venti del Novecento e la successiva diffusione nelle varie forme di bioagricoltura, hanno portato a un cambiamento di prospettiva, a un’espansione promettente dei mercati, cui oggi devono contribuire studi attenti e investimenti adeguati in ricerca e formazione, affinché la crescita veda un vero riscatto degli agricoltori dalla grave crisi che li colpisce. Per queste ragioni va salutato come meritorio ed esemplare lo studio compiuto dai ricercatori del CREA, che hanno voluto esaminare e descrivere i processi agronomici e gestionali di un campione di aziende agricole biodinamiche italiane.


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