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CRA-CIN - Bioeconomia. La chimica verde e la rinascita di un'eccellenza italiana - B. Croce, S. Ciafani, L. Lazzeri - Copyright Edizioni Ambiente - 2015

Il cambiamento in corso oggi è radicale: passando dalla petrolchimica a processi produttivi che utilizzano materie prime vegetali la chimica sta ridisegnando la propria identità. Biopolimeri, biocarburanti, biocombustibili, biolubrificanti: il prefisso “bio” dimostra che l’economia può (e deve) rapportarsi alla società e al territorio in cui colloca le proprie attività e da cui trae le risorse di cui ha bisogno, creando occupazione, profitti e innovazione.

Le risorse della bioeconomia offrono tre vantaggi cruciali: sono potenzialmente non esauribili, in genere inquinano molto meno dei loro omologhi fossili e, infine, sono producibili sul territorio e possono quindi garantire maggiore autonomia economica. Mettendo le risorse rinnovabili e i rifiuti alla base dei prodotti di domani si apre una straordinaria sfida economica ed ecologica.

Esiste dunque un’alternativa tra corsa alla distruzione di risorse e decrescita. È quella indicata da Nicholas Georgescu-Roegen, l’inventore del termine bioeconomia, osservando che l’energia libera a cui l’uomo può accedere proviene da due fonti distinte: “la prima è uno stock, lo stock di energia libera dei giacimenti minerari nelle viscere della Terra. La seconda fonte è un flusso, quello delle radiazioni solari intercettato dalla Terra”.

“O l’economia diventa una bioeconomia o non avrà alcun futuro. Il nostro sistema di produzione e consumo dipende in modo eccessivo dalle materie prime di origine fossile e dalle loro trasformazioni chimiche.”

Così scrive Gunter Pauli nella prefazione al libro.

 

AUTORI

Beppe Croce è nato a Milano ed è laureato in filosofia. Ha lavorato per molti anni come giornalista specializzato sui temi dell’innovazione tecnologica e organizzativa e dell’agroecologia. È responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente e direttore dell’associazione Chimica Verde Bionet, costituita nel 2006 con Legambiente e altri partner scientifici per promuovere le materie prime di origine vegetale per usi alternativi ai prodotti di origine petrolchimica.

Stefano Ciafani, ingegnere ambientale, è vicepresidente nazionale di Legambiente. E stato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite a esso connesse della XIV legislatura. Ha curato la pubblicazione di numerosi volumi, tra cui diverse edizioni del rapporto Ecomafia (Edizioni Ambiente).

Luca Lazzeri è ricercatore presso il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Centro di ricerca per le colture industriali (CRA-CIN). La sua attività è rivolta principalmente allo studio delle colture a uso non alimentare, oleaginose in particolare, e di sovesci innovativi per una corretta gestione della fertilità dei terreni. E’ fondatore e presidente del Comitato scientifico di Chimica Verde Bionet.

 

SOMMARIO

Come agricoltura e industria possono indirizzare la società verso la sostenibilità di Gunter Pauli

Premessa

1. Le radici della bioeconomia

2. Chimica verde: energia e materia dalle piante

3. Bioprodotti e bioraffinerie: lo sviluppo mondiale

4. Splendori e miserie della chimica italiana

5. La rinascita: le bioraffinerie italiane

6. Ripartire dal suolo

7. Chiusura dei cicli

8. Criteri di sostenibilità e bilanci ambientali a cura di Lorenzo D’Avino e Sofia Mannelli

9. Strategie e politiche a cura di Giulia Gregori e Francesco Ferrante

Il manifesto della chimica verde


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