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CRA-VIV - Hydrangea, un genere a molteplici attitudini - Autori: B. Nesi, M. Antonetti, S. Lazzereschi - Copyright CRA - 2013

HYDRANGEA, UN GENERE A MOLTEPLICI ATTITUDINI

Progetto finanziato dal MiPAAF - Bando “Imprese Florovivaistiche” D.M. 186/2007

 

Introduzione

Con l’obiettivo di soddisfare un mercato alla costante ricerca di novità da proporre a consumatori sempre più esigenti, ma anche particolarmente attenti al costo, il mondo della ricerca ha spesso cercato di venire incontro al mondo delle produzioni florovivaistiche, non sempre con successo, talvolta vanificando l’impegno dei ricercatori e, cosa ancora più grave, le scarse risorse finanziarie disponibili.

Un contributo decisivo teso a concretizzare il rapporto tra la ricerca e il mondo imprenditoriale è venuto da un’intuizione del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che, con il DM 186/2007, ha avviato una procedura concorsuale per la selezione di progetti di ricerca nel settore florovivaistico, proposti da piccole e medie imprese in collaborazione con Istituzioni di ricerca. Al bando “Imprese Florovivaistiche”, hanno risposto oltre 50 aziende del settore, provenienti da ogni area produttiva del Paese. Tra queste, la “Meristema srl Società Agricola” di Cascine di Buti (PI), tradizionalmente impegnata in programmi di ricerca sul miglioramento genetico di piante ornamentali e sulle colture in vitro, che ha proposto un progetto relativo alla “Valorizzazione a scopi commerciali del genere Hydrangea” (acronimo: HYDRA).

Obiettivo della proposta è la possibilità di destinare nuove specie e varietà, con requisiti innovativi per il mercato, a impieghi diversi rispetto a quelli tradizionali. Di particolare importanza, ai fini del progetto, è la messa a punto di protocolli per la propagazione in vitro su larga scala dei genotipi più promettenti. La raccolta di un elevato numero di accessioni ha consentito l’individuazione di nuove specie o cultivar idonee per la produzione di fiore reciso, e l’acquisizione delle conoscenze necessarie per l’avvio di futuri programmi di breeding finalizzati alla creazione di nuove varietà con elevato valore aggiunto per il mercato.

La diffusione delle ortensie in Europa, nel corso del XIX secolo, è avvenuta quasi esclusivamente tramite propagazione per seme, la quale ha favorito una notevole diversificazione in forme e varietà (oggi esistono almeno 600 cultivar accreditate) di notevole interesse estetico ed economico. Successivamente è andata affermandosi la riproduzione per talea che a tutt’oggi, è la più diffusa, permettendo di fissare i caratteri delle moderne varietà di ortensia. Tradizionalmente, in Europa l’ortensia è coltivata come pianta ornamentale, sebbene le attuali tendenze del mercato siano orientate verso la produzione di fiori recisi freschi ed essiccati.

La produzione mondiale di piante in vaso di Hydrangea è stimata intorno a 115 milioni l’anno. In particolare, i maggiori produttori di piante in vaso si ritrovano nel nord Europa, dove il totale della produzione stimata è circa 63 milioni. Paesi Bassi, Germania e Francia rappresentano i tre principali produttori, con una superficie destinata alla produzione di piante in vaso rispettivamente del 30, 26 e 15% (Horticulture – RNM - PACA, 2012). Della produzione totale europea, il 65% è rappresentato da H. macrophylla, il 15% da H. paniculata, il 5% da H. arborescens ed il restante dalle altre varietà. L’andamento delle vendite sul mercato olandese, riferito al fiore reciso nell’arco di tempo 2006-2010, ha subito un maggiore incremento rispetto alle piante in vaso, le quali sono rimaste pressoché costanti.

L’accertata tendenza a trascorrere più tempo in casa, rispetto al passato, anche in Paesi mediterranei come l’Italia, può certamente contribuire a far crescere il mercato delle piante “da interno”, inclusa l’ortensia, analogamente a quanto avviene nei paesi dell’Europa centro-settentrionale. Un ulteriore impulso alla valorizzazione dell’ortensia come pianta da appartamento deriva dalla sua capacità di assorbire sostanze volatili inquinanti. Recenti studi mostrano infatti l’efficacia di H. macrophylla nel ridurre significativamente la concentrazione di benzene negli ambienti chiusi.

Negli USA si registra un crescente interesse verso specie relativamente poco diffuse in Italia, per quanto si adattino perfettamente alle condizioni pedoclimatiche del nostro Paese: H. arborescens, H. anomala petiolaris, H. quercifolia etc., rispettivamente coltivabili come alberelli, rampicanti od ornamentali da foglia. La possibilità di ottenere ibridi di interesse commerciale, sia intraspecifici che interspecifici, suggerisce di prendere in considerazione strategie di investimento su attività di miglioramento genetico, al fine di conquistare nuove porzioni di mercato, unitamente all’acquisizione di tecniche colturali, atte a modificare l’architettura e lo sviluppo della pianta. Per quanto concerne le modalità di propagazione, le Ortensie vengono tradizionalmente riprodotte per talea, ma esistono evidenze sperimentali incoraggianti circa la possibilità di incrementare la produzione con tecniche di colture in vitro utili anche al fine del risanamento dai virus la cui sensibilità è nota per Hydrangea.

Con il presente volume ci proponiamo di mettere a disposizione di tecnici, ricercatori, operatori del settore e di tutti gli appassionati di Hydrangea, uno strumento divulgativo di facile fruizione, che, insieme ai risultati del Progetto HYDRA, fornisca una rassegna tecnica e iconografica di alcune tra le accessioni più rappresentative mantenute in collezione presso il CRA-VIV.


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