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CRA-ENO - Il Vino Monferrato - Autori vari - Copyright Regione Piemonte - 2007

Il Vino Monferrato. Regione Piemonte. 2007

 

 

Questa pubblicazione è la monografia relativa al progetto finanziato dalla Regione Piemonte dal titolo:

Caratterizzazione delle produzioni enologiche del Monferrato: valorizzazione delle DOC Monferrato Rosso e Monferrato Bianco

 

L’allora CRA-Istituto Sperimentale per l’Enologia ora CRA-ENO ha collaborato alla raccolta ed elaborazione dei risultati, e alla stesura della pubblicazione, in particolare alla realizzazione delle prove di micro vinificazione, all’analisi sensoriale dei vini e al consumer test.

Sintesi dei risultati ottenuti

Le uve del progetto provenivano da tre vigneti ed i vini sono stati realizzati in  tre cantine sperimentali e questo ha sicuramente reso più complessa l’organizzazione ed il raccordo fra ricercatori e tecnici delle istituzioni impegnate. Alle variabili dell’ambiente di coltivazione si è inevitabilmente aggiunta la variabile umana sia nelle attività di campo che di cantina pur avendo un protocollo sperimentale condiviso.

I risultati ottenuti, pur non corrispondendo in pieno alle attese, sono stati frutto di un lungo lavoro di discussione e di condivisione sugli aspetti rilevanti del progetto da parte di tutti i partecipanti.

Innanzitutto i due anni di sperimentazione hanno consolidato le informazioni ottenute con i precedenti progetti regionali, sulle adattabilità di vitigni nuovi o comunque originari di altre aree viticole agli ambienti del Monferrato e sulle loro attitudini produttive ed enologiche. Da un lato ampliando l’esperienza di campo e di cantina su vitigni da qualche tempo presenti in Piemonte quali Chardonnay, Sauvignon, Pinot grigio, Bussanello, Albarossa, Cabernet sauvignon, Merlot, Pinot nero e Syrah, dall’altra consentendo di inserirne alcuni - Manzoni bianco, Petit verdot, Teroldego, Viognier - nella lista delle varietà idonee e quindi utilizzabili nella nostra Regione.   

Un passo necessario senza il quale le indicazioni tecniche scaturite dal presente lavoro non sarebbero immediatamente fruibili dai produttori.

L'andamento climatico così diverso nei due anni di sperimentazione ha influito sulle rese produttive, sulla sanità delle uve e quindi sulla qualità complessiva delle uve e dei vini: la gestione in vigneto e gli adattamenti in fase di vinificazione, minimi per rispettare il più possibile il protocollo di vinificazione, hanno cercato di ottimizzare le caratteristiche finali dei prodotti.

I vini in purezza e conseguentemente i tagli ottenuti da essi hanno confermato per alcune varietà i risultati nei due anni ed hanno comunque fornito elementi di confronto interessanti.

Il consumer test si è dimostrato un’esperienza interessante ed innovativa che ha suscitato l’interesse prevalentemente delle fasce giovani di età.

I consumatori hanno espresso alcune preferenze di gradevolezza sia per i vini bianchi che per i vini rossi. Differenze significative di gradevolezza sono emerse quando i vini sono stati presentati in manifestazioni di carattere specificatamente enologico, dove il pubblico presente era probabilmente più interessato a questo tipo di valutazione. In questo contesto, ad esempio, un taglio al 50% con Albarossa è stato preferito ad un taglio con Merlot, e si è evidenziata una tendenza ad apprezzare i prodotti ottenuti con Manzoni bianco e Pinot grigio.

Tra le uve bianche, quelle di Manzoni bianco e Pinot grigio si sono distinte per precocità, dotazione zuccherina e per le elevate concentrazioni di azoto prontamente assimilabile, elemento in grado di influire sulla formazione delle note floreali e fruttate nei vini.

I vini Manzoni bianco e Pinot grigio in purezza si sono distinti anche per i pH più alti e l’acidità malica contenuta, che confermano il miglioramento qualitativo dei tagli rispetto al Cortese negli assaggi sperimentali. Questa preferenza viene confermata nel test al consumatore per i soli tagli al 50%.

L’esito delle analisi sensoriali conferma un giudizio enologico  sostanzialmente positivo su Manzoni bianco e Pinot grigio quali vitigni innovativi miglioratori e complementari al Cortese che si aggiunge ai positivi riscontri agronomici e produttivi registrati in vigneto.

Per quanto riguarda i vitigni innovativi a bacca rossa, Petit verdot e Teroldego si sono dimostrati i più validi nell’impiego complementare al Barbera.

Dalle caratteristiche quasi opposte in termini di comportamento vegeto produttivo– Petit Verdot ha una vigoria contenuta  ed un grappolo di piccole dimensioni, il Teroldego è vigoroso e produce un grappolo grande – i due vitigni in entrambi gli ambienti si sono dimostrati buoni accumulatori di zuccheri con uve caratterizzate da una acidità contenuta.

I vini confermano nella bassa acidità e nel tenore alcolico medio-alto la loro potenziale complementarietà alla Barbera.

Inoltre essi presentano un buon contenuto in antociani e proantocianidine.

Un interessante apporto in composti polifenolici (antociani e tannini) al vino Barbera, deriva anche dal taglio con il vino Albarossa, unico a distinguersi in maniera marcata dagli altri prodotti, in particolare per il maggiore contenuto antocianico

Come la valutazione del comportamento viticolo e l’analisi chimico-fisica dei vini hanno evidenziato differenze tra le cultivar a bacca colorata, altrettanto ha espresso l’analisi sensoriale.

Il Petit Verdot si è distinto per qualità rispetto agli altri vini in purezza.

Anche il Teroldego è stato valutato positivamente negli assaggi eseguiti dai due gruppi per la scelta dei tagli da presentare al consumer test.

Le tendenze, in positivo ed in negativo, evidenziate nel progetto possono fornire un utile bagaglio informativo ai produttori ed invitano sicuramente ad un approfondimento soprattutto sulle tecniche enologiche più idonee per l’espressione varietale dei vitigni complementari, interessanti per la denominazione “Monferrato”.

 

Indice

- Info 

- Presentazione

 


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