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Gestione sostenibile dei sottoprodotti della industria olearia nei sistemi colturali meridionali - L. D’Andrea, M. Mastrorilli - Copyright CRA - 2013

Nell’ambito delle attività realizzate con il progetto Agritrasfer-In-Sud, finanziato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali e coordinato dal Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA), sono stati realizzati strumenti e metodi di lavoro che facilitano il trasferimento di risultati e delle innovazioni prodotte dalla ricerca pubblica verso le imprese, attraverso un diretto coinvolgimento delle Regioni e dei Servizi di sviluppo agricoli regionali.

Oltre ad un archivio risultati consultabile on-line, dove è possibile per ciascun comparto visualizzare le schede descrittive dei risultati disponibili per il trasferimento, il CRA ha messo a disposizione una piattaforma informatica dove ricercatori, tecnici regionali e operatori di settore possono comunicare a distanza e insieme approfondire alcune problematiche di interesse comune e, rispetto a queste, individuare insieme possibili soluzioni applicative: questi gruppi costituiscono delle Comunità di Pratiche in cui la regola principale è la condivisione reciproca delle conoscenze possedute.

Come per altre filiere, anche per l’olivicoltura è stata organizzata una Comunità di Pratiche (CdP) in cui diverse tematiche sono state approfondite e sviluppate nel corso del progetto: sono state ad esempio analizzate le tecniche di gestione meccanizzata delle principali operazioni colturali, proposti metodi innovativi per la difesa contro gli insetti dannosi, richiamati, con prove dimostrative in campo, i principi di potatura a seconda della tipologia dell’oliveto, verificati i risultati di nuove macchine per la spremitura delle olive, proposte le migliori tecniche di gestione per la produzione di oli di qualità in ragione delle normative di riferimento.

Un tema sul quale ultimamente si è tornati a chiedere approfondimenti, è la gestione sostenibile delle acque di vegetazione e delle sanse prodotte dai processi estrattivi in frantoio, collegata all’uso agronomico di tali sottoprodotti.

È un tema assai dibattuto e sul quale si sono avviati in CdP diversi approfondimenti.

Un doveroso contributo alla discussione, e per questo si ringraziano i ricercatori dell’Unità di ricerca per i sistemi colturali degli ambienti caldo-aridi di Bari (CRASCA), è rappresentato dal presente opuscolo divulgativo, in cui sono richiamati alcuni risultati sperimentali, e una significativa bibliografia di riferimento, che stanno alla base di un possibile e oculato utilizzo agronomico dei sottoprodotti dell’industria olearia su suoli coltivati con alcune delle principali specie agrarie dell’Italia meridionale.


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