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Centro di ricerca per le produzioni foraggere e lattiero-casearie (Lodi)
Direttore - Andrea Galli

Sede distaccata di LODI
Pagina web: http://centroflc.entecra.it
Centro di ricerca per le produzioni foraggere e lattiero-casearie (Lodi)
Via Antonio Lombardo 11
26900 - LODI
Tel: +39-0371-45011 - Fax: +39-0371-35579
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LODI (LO)


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Storia

Il Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-casearie (CRA-FLC) di Lodi nasce dall’aggregazione di tre ex Istituti di Ricerca e Sperimentazione Agraria del MIPAAF: l’Istituto Sperimentale per le Colture Foraggere (ISCF) di Lodi, l’Istituto Sperimentale Lattiero-caseario (ISLC) di Lodi e l’Istituto Sperimentale per la Zootecnia dei bovini dal latte, sezione periferica di Cremona. ISCF è stato fondato nel 1923 quando un gruppo di istituzioni locali introdusse insieme all’allora Ministero dell’Agricoltura e Foreste la Stazione Sperimentale di Praticoltura. L’Istituto Sperimentale per la Zootecnia dei bovini da latte trae origine dall’Istituto Sperimentale Agrario Cremonese-Fondazione G. Robbiani e fu istituito a Cremona nel 1922 grazie al contributo di differenti istituzioni locali, interessate al progresso e benessere sociale in agricoltura. L’origine di ISLC risale al 1871, quando mediante decreto reale furono aggregate in un unico organismo competenze scientifiche e tecniche nel settore caseario. Nel 1923 ISLC acquistò un’azienda agraria per condurre ricerche nella filiera casearia.

Missione

Il CRA-FLC si occupa della filiera lattiero-casearia, in particolare della bovina da latte, con riferimento ai sistemi foraggero-zootecnici sostenibili per il miglioramento delle colture per l’alimentazione zootecnica, alle tecniche di allevamento ed ai loro effetti sulla fisiologia e benessere animali, all’incremento della qualità e sicurezza del latte e derivati, ai processi di trasformazione ed alla valorizzazione dei sottoprodotti e dei microrganismi dell’industria casearia.

Attività

L’attività di ricerca presso CRA-FLC si può suddividere in tre principali settori: produzioni foraggere, allevamento dei bovini da latte e produzioni casearie. Nel quadro delle produzioni lattiero-casearie, l'attività comprende: studi sul contenuto dei componenti chimici del latte e derivati, con particolare attenzione a molecole biofunzionali; valutazione delle caratteristiche fisiche del grasso del latte in funzione della genetica e nutrizione di specie lattifere; sviluppo e applicazione di modelli chemometrici di analisi dei dati; sviluppo di metodi analitici per valutare la genuinità e l'autenticità dei prodotti lattiero-caseari; caratterizzazione microbiologica di latte, latti fermentati e formaggi; individuazione, raccolta e caratterizzazione di batteriofagi di batteri lattici; valutazione della qualità igienica di prodotti e processi; indagine sull'origine e le cause di problemi di sicurezza igienica; sviluppo di nuovi prodotti con migliori caratteristiche nutraceutiche e funzionali e di tecnologie avanzate per ottimizzare la produzione di formaggi DOP e altri prodotti caseari.

Altre attività

Mantenimento e controllo di collezioni microbiche e vegetali.

E' presente una collezione di Sinorhizobium meliloti (1443 ceppi conservati a -80°C), rappresentativa della variabilità intraspecifica in relazione alle caratteristiche ecogeografiche, bioagronomiche, agli ambienti di isolamento e alla diversità genetica della pianta ospite. E' disponibile anche una collezione di microrganismi che riguarda specie batteriche di interesse caseario (batteri lattici), microbi alterativi (es. Clostridium spp.) e patogeni (es. L. monocytogenes). Questa collezione rappresenta una fonte importante di biodiversità. I ceppi sono stati isolati nel corso degli ultimi 20 anni da diversi prodotti caseari, sia tradizionali che industriali, provenienti da differenti aree geografiche e ambienti produttivi.

Sono presenti inoltre circa 4300 accessioni di leguminose e cerealicole foraggere e da tappeto erboso appartenenti a 52 specie, di cui il 60% rappresentato da varietà locali italiane e da popolazioni naturali. Le varietà sono conservate sotto forma di semi disidratati (7-8% di umidità), in buste sigillate a -18°C.

Infine è disponibile una collezione di mutanti tilling di Medicago truncatula (tasso stimato di mutazione: 1/kbp/400 piante) che include circa 2000 piante M2 e relativo DNA totale.

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