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Unità di ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all'agricoltura (CMA)
Direttore - LUIGI PERINI

Sede centrale - ROMA
Pagina web: http://cma.entecra.it
Unità di ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all'agricoltura (CMA)
Via del Caravita 7/A
00186 - ROMA
Tel: +39-06-695311 - Fax: +39-06-69531237
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Storia

26 novembre 1876 -Il Regio Decreto n. 3534, serie II istituisce  un Consiglio Direttivo e un Ufficio Centrale di Meteorologia (UCM), primo ente meteorologico governativo italiano. Da esso trae origine, pur con  cambiamenti di nome, di competenze e di organizzazione, avvenuti in oltre 130 anni di attività, l’attuale Unità di Ricerca per la Climatologia e Meteorologia applicate all’Agricoltura del Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura.

 

Maggio 1879 - L’Ufficio Centrale di Meteorologia iniziò la sua attività sotto la direzione del prof. Pietro Tacchini, astronomo, geofisico e meteorologo. L’Ufficio fu inizialmente ospitato in alcuni locali del Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, in seguito fu trasferito nel vicino ex convento di S. Maria della Vittoria ed ebbe infine sede definitiva nel Collegio Romano dove, a partire dalla fine del 1879, ha occupato i locali ancora oggi utilizzati dall’attuale Unità di ricerca per la Climatologia e Meteorologia applicate all’Agricoltura.  Il Collegio Romano era già sede di un famoso e rinomato Osservatorio astronomico e meteorologico, diretto dal padre Angelo Secchi il quale tra l’altro era stato chiamato a presiedere il Consiglio Direttivo della Meteorologia del nascente Ufficio.

1887 - Ampliando i compiti istituzionali del preesistente Ufficio Centrale di Meteorologia, con il decreto n. 4636 del 9 giugno venne istituito il Regio Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica per organizzare un regolare “Servizio Geodinamico”.

1925 - Il Servizio Presagi, che costituiva una delle sezioni dell’UCM, con Regio Decreto del 2 luglio, passò al Ministero dell’Aeronautica, ove fu riorganizzato e adattato alle esigenze di previsione per il volo e i trasporti.

1923 - il nome “Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica” fu sostituito da “Ufficio Centrale di Meteorologia e  Geofisica”.

1927 - Il DM 15 dicembre 1927 affidò all’UCM la responsabilità della rapida comunicazione dell’epicentro del sisma al Ministero dei Lavori Pubblici, che aveva il coordinamento dei servizi di pronto soccorso in caso di disastri tellurici o di altra natura (RDL 9 dicembre 1926), di concerto con il Genio Civile quale operatore territoriale.

1939 – La legge n. 18 del 5 gennaio determinò il passaggio delle competenze di geofisica dell’Ufficio Centrale Meteorologia e Geofisica al nuovo Istituto Nazionale di Geofisica (ING), istituito nell’ambito del Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’Ufficio mantenne le sole competenze nel campo della meteorologia e climatologia, cambiando nuovamente la sua denominazione in Regio Ufficio Centrale di Meteorologia e Climatologia.

1941-1966 - L’art. 24 del Regio Decreto 29 maggio 1941-XIX, n. 489, ì il Regio Ufficio Centrale di Meteorologia e di Ecologia Agraria. Il ruolo dei Geofisici in servizio presso l’ufficio venne sostituito da quello degli ecologi. L’Ufficio iniziò ad occuparsi di ecologia agraria sotto la guida del prof. Girolamo Azzi, il primo e più autorevole ecologo agrario riconosciuto anche all’estero, al quale nel 1940 era stata affidata la direzione dell’ufficio stesso. L’Ufficio Centrale diede alle sue attività un indirizzo decisamente agrario, seguendo i nuovi dettami del Ministero dell’Agricoltura che stava compiendo sforzi notevoli per incrementare  la produzione agricola (la cosiddetta battaglia del grano). La nuova denominazione rispondeva in pieno ad una funzione svolta fin dall’inizio della costituzione dell’Ufficio: il servizio meteorico-agrario. La preziosa miniera di dati meteorologici ed agrari raccolti tramite cartolina per 50 anni e pubblicati nella Rivista Meteorico-Agraria fu la base necessaria per le ricerche del prof. Girolamo Azzi già a partire dal 1912.

1941-1950 – Durante il secondo conflitto bellico, nel seguente difficile periodo postbellico e nella successiva fase di rapida crescita economica, le nuove attribuzioni dell’Ufficio finirono per rimanere in ombra fino agli inizi degli anni settanta

1950-1967 – Le attività dell’Ufficio soprattutto  della difesa antigrandine, dopo la diffusione nelle zone grandinigene di razzi antigrandine esplodenti. In collaborazione con il Servizio Meteorologico dell’A.M. e poi con il CNR, partecipò alle ricerche teoriche e sperimentali attinenti alla difesa attiva ed alla climatologia e meteorologia dei temporali grandinigeni.

1970-1980 – La direzione del prof. Ezio Rosini rilanciò le attività dell’Ufficio Centrale di Ecologia Agraria (UCEA) che nel frattempo aveva perduto l’iniziale termine di “meteorologia”. L’Ufficio impostò le sue attività sulla difesa antigrandine in maniera più corrispondente alla sua posizione di Ente Statale, considerado le operazioni di difesa come prove sperimentali. L’Ufficio partecipò inoltre ad una serie di campagne di controllo sui sistemi di difesa antigrandine anche in collaborazione con la Svizzera e con l’ex Iugoslavia.

1981-1987  Dopo il pensionamento del prof. Rosini, l'UCEA ha vissuto un periodo di transizione durante il quale sono continuate solo poche essenziali attività, tra cui la raccolta dei dati meteorologici della rete nazionale.

1988 - Il Ministero delle Politiche Agricole affida all’Ufficio la responsabilità del settore agrometeorologico del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN). L’Ufficio  è coinvolto in una serie di attività (rete agrometeorologica nazionale, banca dati agrometeorologica nazionale, modellistica, previsioni ad area limitata, ecc.) connesse all’attività del SIAN.

1991–1996 - L'UCEA partecipa ad un’attività sperimetale di incremento artificiale della pioggia, con il compito di verificarne i risultati.

1996-2002 - L’UCEA coordina il progetto finalizzato “Phenagri - Fenologia per l’agricoltura” per la standardizzazione a livello nazionale dei rilievi fenologici. Il progetto ha portato al miglioramento complessivo della qualità dei dati e alla consapevolezza dell’importanza dei modelli fenologici di previsione, testati anche a livello regionale, in Sardegna e in Campania. Sito Phenagri: http://phenagri.entecra.it/

29 ottobre 1999 - Il Decreto Legislativo n. 454 "Riorganizzazione del settore della ricerca in agricoltura, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 284 del 3 dicembre 1999, definisce la riforma del settore e la creazione di un Ente unico. L'UCEA entra a far parte Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura

2001-2005 - L’UCEA, dopo aver concepito ed elaborato il Progetto Finalizzato CLIMAGRI – Agricoltura e Cambiamento Climatico (finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), ne assume anche il coordinamento. L’attività di ricerca, svolta da UCEA e da una ventina di altre strutture di ricerca ha contribuito a delineare, a livello nazionale, un quadro generale dei cambiamenti climatici in rapporto a settori importanti dell’agricoltura. Il progetto ha valutato l’andamento di temperatura e precipitazione negli ultimi 140 anni, ha studiato gli eventi estremi temporaleschi, le previsioni a breve termine (con l’acquisizione in input della realtà al suolo) e a lungo termine, ha focalizzato i problemi connessi alla disponibilità idrica, ha individuato i processi di desertificazione presenti sul territorio italiano e altro ancora. Sito di Climagri: http://climagri.entecra.it/

2 agosto 2007 - In seguito alla riforma operata dal CRA, l’Ufficio Centrale di Ecologia Agraria assume il nome di Unità di Ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all’agricoltura con l’acronimo CRA-CMA.

 

Missione

Il CRA-CMA compie studi e ricerche sui rapporti tra cambiamenti climatici e agricoltura, trattando anche di problemi agro-alimentari e ambientali legati ai cambiamenti climatici, in particolare riguardo alla valutazione agroclimatica e attitudinale del territorio.

L’attività scientifica riguarda la modellistica agrometeorologica, gli studi su cambiamenti climatici, i processi di desertificazione, la produzione di cartografia tematica, il controllo di efficacia delle tecniche per la modifica artificiale del tempo meteorologico con riferimento specifico alla difesa dalla grandine e all’incremento artificiale delle precipitazioni piovose.

Il CRA-CMA cura e coordina le attività del settore agrometeorologico del SIAN per lo sviluppo di tecnologie, di sistemi per il monitoraggio dell’ambiente agrario e di procedure di controllo, archiviazione e uso dei dati agrometeorologici, e per lo sviluppo di modelli applicativi di previsione del tempo finalizzati alla gestione operativa degli interventi agricoli. Cura la divulgazione dei dati della Banca dati agrometeorologica Nazionale.

Fornisce il supporto scientifico e collabora con i servizi agrometeorologici regionali e con le strutture del CRA in campo fenologico, climatologico e agrometeorologico.

Cura i rapporti con l’Organizzazione meteorologica Mondiale per la standardizzazione dei rilievi, delle procedure per il trattamento e il controllo di qualità dei dati e per l’elaborazione delle informazioni agrometeorologiche.

 

Attività

In continuità con le attività istituzionali svolte in passato dall’UCEA, il CRA-CMA ha il coordinamento scientifico del settore agrometeorologico del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF). Per lo svolgimento delle sue attività di ricerca e studio si avvale di strumenti SIAN appositamente implementati e messi a punto per il monitoraggio (reti di rilevamento), l’analisi e la previsione meteorologica (Banca dati agrometeorologica, DALAM) e la divulgazione dei dati meteorologici (Bollettino agrometeorologico mensile, Bollettino delle anomalie, sito internet). Elabora specifiche previsioni agrometeorologiche divulgate tramite il sito istituzionale del CRA-CMA e trasmesse dal canale satellitare RAINews24.

Il CRA-CMA è componente del Gruppo Tecnico Scientifico (GTS) per le previsioni meteorologiche mensili e stagionali del Dipartimento della Protezione Civile della presidenza del Consiglio dei Ministri e opera al suo interno con uno specifico Programma di monitoraggio agro-meteo-climatico. Il GTS svolge attività di analisi meteorologica per la previsione e la valutazione a scala nazionale delle emergenze e delle crisi legate ad eventi climatici estremi.

Il CRA-CMA è istituzionalmente presente in seno al Comitato Nazionale per la Lotta alla Siccità e alla Desertificazione (CNLSD) nella Commissione Tecnico Scientifica (CTS). In tale veste, oltre alle attività ordinarie del Comitato, ha fornito un sostanziale contributo nel corso degli anni per la  valutazione territoriale dei fenomeni della siccità e della desertificazione.

Ha specifiche competenze attinenti alla raccolta, controllo di qualità, archiviazione ed elaborazione dei dati agro-meteo-climatici.

 In tale ambito:

Collabora con l’Agenzia nazionale Protezione Ambiente e servizi Tecnici (APAT), attraverso la fornitura di indicatori climatici appositamente elaborati, nella realizzazione del Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA), programma di attività che ha lo scopo di favorire l’elaborazione, la rappresentazione e la disponibilità di indicatori sul clima italiano.

Collabora con l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) per l’elaborazione di statistiche meteorologiche nazionali.

 

Attività di studio e ricerca attuali e completate:

1.    AGROSCENARI: Impatto dei cambiamenti climatici sui sitemi agricoli e misure di adattamento. http://agroscenari.entecra.it/

2.    Collezioni e A-OR: AGRIMETEO – Elaborazione e diffusione di previsioni agrometeorologiche.

3.    Collezioni e A-OR: CLIRI  - Studi storici e ricerche climatologiche.

4.    IPHEN: (Rete Fenologica Nazionale): rilevamento fenologico di alcune specie: Vite (Cabernet Sauvignon; Chardonnay), Sambucus nigra, Cupressus sempervirens. http://cma.entecra.it/iphen/

5.    Monitoraggio aerobiologico: rilevamento e monitoraggio di pollini e spore a Roma.

6.    TEMPIO: (Temperatura e Precipitazioni): previsioni mensili di temperatura e precipitazioni a supporto della pianificazione dell’attività agricola. http://cma.entecra.it/Tempio/

7.    CLIMANIMAL:: Analisi degli effetti di condizioni climatiche critiche sugli animali di allevamento: caratterizzazione del territorio nazionale in funzione di indici bioclimatici e sviluppo di modelli gestionali sensibili alle variazioni meteoclimatiche, coordinamento Università della Tuscia – Dipartimento Produzioni Animali. http://cma.entecra.it/sac/

8.    BIOENERGIE: Indagine agropedoclimatica del territorio nazionale per la diffusione delle colture bioenergetiche: valutazione attitudinale del territorio alla coltivazione delle specie d’interesse.

9.    CASTELPORZIANO: Impatto del clima e della circolazione atmosferica locale sugli ecosistemi costieri mediterranei - la Tenuta Presidenziale di Castelporziano come caso di studio. Progetto in finanziato dall’Accademia delle Scienze detta dei XL, svolto in collaborazione con ISAC e IBIMET.

10. COST 725: progetto europeo finalizzato alla realizzazione di un sistema di riferimento europeo per le osservazioni fenologiche, per applicazioni climatologiche specie riguardo al monitoraggio ambientale  e ai cambiamenti climatici.

11. FABIA: water availability for crops, high spatial resolution evaluation.

12. CLIMAGRI: Cambiamento climatico e agricoltura. http://climagri.entecra.it/

13. PHENAGRI: phenological observations and methods. http://phenagri.entecra.it/

14. MONIDRI: water management for crop irrigation requirements in collaboration with INEA.  http://www.inea.it/monidri/intro.html

15. ACCRETe: Agricoltura e cambiamenti climatici: come ridurre le sfide e gli impatti antropici. http://www.accrete.eu/ing/index.htm

 

Altre attività

Il CMA è l’organo consulente del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali nel settore della climatologia e meteorologia applicate all’agricoltura e partecipa a numerose Commissioni nazionali ed internazionali quali, per esempio:

   Commissioni protezione civile;

   Commissioni tecnico-scientifiche MIPAAF e Ministero dell’Ambiente

   Gruppi di lavoro MIPAAF

   Commissioni internazionali e regionali.

L’attività di divulgazione è particolarmente curata. Oltre la pubblicazione dei risultati della ricerca, attraverso stampa specializzata, l’Unità di ricerca partecipa alla divulgazione, formazione e didattica con lezioni e seminari presso le Università, docenze specialistiche in corsi.

Ospita presso la propria sede, dottorandi e laureandi per lo svolgimento di tesi di laurea e tirocini.

Possiede una biblioteca storica specializzata nel settore della geofisica, con particolare riguardo a meteorologia, climatologia e sismologia

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