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Dettaglio: Archivio storico meteorologico del CRA-CMA

Il CRA-CMA, Unità di ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all’agricoltura di Roma, ha realizzato un video riguardante il proprio archivio storico meteorologico.

Per gli studi sui cambiamenti climatici poter disporre di lunghe serie di dati osservativi rappresenta un patrimonio di grande utilità perché i dati meteorologici “reali” permettono di calibrare i modelli generalmente impiegati per analizzare i possibili scenari futuri. In questo contesto, l’archivio meteo-climatico del CRA-CMA rappresenta un patrimonio informativo di grande interesse per la comunità scientifica.

Il CRA-CMA è una delle poche Istituzioni meteorologiche nel mondo ad avere un archivio di dati cartacei di dimensioni davvero notevoli: si tratta di oltre 850 serie storiche, di cui oltre 260 sono lunghe più di trent’anni e circa 20 lunghe più di 100 anni.

Istituito con il nome di regio Ufficio Centrale di Meteorologia nel 1876 per riunire in un’unica istituzione i servizi di monitoraggio meteorologico presenti sul territorio nazionale, l’attuale CRA-CMA iniziò subito a ricevere, raccogliere ed archiviare i dati meteorologici provenienti dalle diverse stazioni del Paese.

Le schede meteorologiche sono il cuore dell’archivio. In esse l’osservatore trascriveva manualmente i valori di temperatura, precipitazione, vento, pressione, umidità ecc., rilevati ogni giorno e anche più volte al giorno. Si tratta di una modalità di collaborazione ancora oggi operativa, anche se attualmente numerose stazioni di rilevamento corrispondenti sono di tipo automatico.

Una sezione particolarmente interessante della scheda è dedicata alle "Note speciali sui fenomeni meteorologici". Si tratta di uno spazio in cui l’osservatore ha l’opportunità di descrivere gli eventi meteorologici e altri fenomeni naturali  e talvolta lo fa con toni vivaci o poetici. Lo spazio delle “Note”, di tanto in tanto, diventa anche il luogo per fissare annotazioni private o riferire episodi di interesse storico-sociale, trasformando la scheda meteorologica in documento di interesse culturale e storico.

 

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