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Dettaglio avviso: CRA-FRF - Speciale Fragola: La Cina si avvicina

Editoriale

Rivista Frutticoltura, n°6 – 2012 - Speciale Fragola

 

La Cina si avvicina

 

Quando, nel 2008, a Huelva in Spagna, i partecipanti al 6° International Strawberry Symposium (International Society for Horticultural Science) votarono in maggioranza la Cina, quale paese organizzatore del successivo appuntamento quadriennale, ci furono molto entusiasmo e grande curiosità per un mondo a molti sconosciuto, ma ricco di novità e di diversità genetiche soprattutto nel genere Fragaria. Queste aspettative sono state tutte pienamente soddisfatte dal Simposio organizzato a Pechino dal 18 al 22 febbraio 2012, sotto l’egida della Chinese Society for Horticultural Science e da un efficientissimo Comitato Organizzatore capeggiato dal dr. Yun-tao Zhang (convener del Simposio).

Dopo le Olimpiadi del 2008, della 7° China Flowers Expo del 2009 anche il Simposio Internazionale della fragola si è voluto organizzare a Pechino per aprire e dare l’opportunità al mondo esterno di conoscere la grande modernizzazione in atto nell’intero Paese, che ha una forte guida nella sua capitale. È la prima volta che questa manifestazione mondiale, chiamata in Cina anche Strawberry Olympic Congress, viene organizzata in Asia. Il primo ISS fu organizzato nel 1988 a Cesena per l’opera e l’impegno di Pasquale Rosati, poi seguito ogni quattro anni da quelli in Maryland - USA (1993), Olanda (1997), Finlandia (2000), Australia (2004) e Spagna (2008). Questi meeting internazionali sono da sempre le principali sedi di scambio di idee, di nuove conoscenze e approfondimenti dei risultati delle ricerche in atto nel mondo su una specie frutticola che interessa e porta ricchezza e benessere ormai a tutti i paesi produttori.

A Pechino erano presenti oltre 1000 delegati in rappresentanza di più di 60 paesi nel mondo; i contributi scientifici sono stati oltre 400 interessando tutte le attuali aree tematiche di ricerca su questa specie, con quelle sul breeding in primo piano. L’innovazione varietale e tecnica è alla base dello sviluppo di una fragolicoltura, non solo cinese, sempre più ecosostenibile e per uno stile di vita più sano (“Fresh to you as God blesses us” è la traduzione inglese di un detto cinese!).

A partire dagli anni ’80, la fragola in Cina si è ampiamente estesa in tutto il paese. Dopo un trentennio, sono in coltivazione oltre 110.000 ettari (in gran parte in colture non specializzate) e una produzione di circa 2 milioni di t concentrata soprattutto nelle aree di Liaoning Donggang, Hebei Mancheng, Sichuan Shuangliu, Zhejiang Jiande, Anhui Changfeng. A parte l’export di limitate quantità di fragole congelate in Olanda, Germania e Giappone, tutto il resto serve ad alimentare un immenso mercato interno (un miliardo e 342 milioni di persone, circa il 20 % della popolazione mondiale). Le varietà più coltivate in Cina sono di origine estera (Giappone, Europa e USA). In coltura protetta dominano Toyonoka, Sweet Charlie, Benihoppe, Allstar, Darselect, Camarosa, Akihime, Meiho, Maliya e Sachinoka, mentre nelle colture di pieno campo: Honeoye, Senga Sengana e Darselect. Questa grande dispersione dello standard varietale fa intravedere la possibilità di inserimento di nuove varietà prodotte dalle numerose azioni di breeding mondiali, italiane in particolare. Alle aziende vivaistiche, commerciali, industriali e agli Enti preposti allo sfruttamento commerciale delle tante innovazioni si aprono le porte per concrete azioni di business in questo grande Paese, al fine di contribuire allo sviluppo di una vera “strawberry industry”. Numerose le varietà europee già inserite in diversi Variety Trial, collaudi necessari che, se superati, consentono la diffusione nel territorio cinese dei nuovi prodotti. Sono preferite varietà con frutti dolci e con limitata acidità; sono in corso di valutazione alcune varietà italiane, come “Asia”, “Siria”, “Alba” di New Fruits, oltre a “Nora” e “Pircinque”, costituite da un gruppo coordinato da CRA-FRF ed inserite nel circuito valutativo cinese da Fruitgrowing Equipment di Ferrara e dalla Società inglese Meiosis Ltd. Il breeding italiano, sia pubblico che privato, può svolgere un ruolo importante verso questo Paese che ha un clima continentale, ma con forti diversità di condizioni climatiche fra le numerose regioni (da zone aride a temperato-umide fino a quelle tropicali).

Anche l’Italia ha un’ampia, anche se di minore ampiezza rispetto alla Cina, variabilità di condizioni. Recentemente in un Incontro Tecnico organizzato a Cesena da CRA-FRF, CRPV e Consorzio New Plant erano presenti in mostra oltre 50 nuove accessioni varietali adatte a limitate aree fragolicole del Nord e del Sud del nostro Paese. Un esempio è fornito dallo standard varietale che caratterizza l’area fragolicola veronese (la prima per estensione nel Nord d’Italia) quasi completamente diverso da quello presente in Romagna (nel Cesenate). Sempre di più il produttore di una zona avrà a disposizione delle varietà migliorative, ma con adattabilità limitata a quell’area. Di conseguenza, lo standard varietale italiano sarà sempre più polverizzato, pur essendo un punto debole del sistema Italia, potrebbe rivelarsi un punto di forza se si saprà veicolare al consumatore l’esatta informativa dell’origine del prodotto, del nome della varietà, del sistema di coltivazione. L’identificazione della varietà con il territorio d’origine appare però difficilissimo da applicare in quanto in Italia, sui banchi di vendita, si possono notare fragole anonime e, a volte, soprattutto nel periodo precoce, anche fragole spagnole spacciate per quelle italiane. Non è così che si vince la concorrenza e si fidelizzano i consumatori!

A distanza di oltre 250 anni dalla costituzione, in Francia, dell’ibrido Fragaria x ananassa, a cui appartengono tutte le varietà che hanno diffuso e plasmato la coltura in tutte le parti del mondo, il “mondo fragola” ha necessità di ulteriori miglioramenti nei diversi settori produttivi, commerciali e tecnici. Una formidabile occasione per capire cosa fare ci è data proprio dalla Cina, ora molto più vicina di prima sia dal punto di vista scientifico, sia dal punto di vista produttivo e commerciale. Nell’ambito delle manifestazioni collaterali al Simposio cinese, merita particolare menzione il 7° China Strawberry Festival, in cui sono stati esposti in un’apprezzatissima mostra oltre 200 campioni di fragola provenienti da tutte le aree fragolicole cinesi e sottoposti a valutazione da un’ampia commissione di esperti stranieri fra cui alcuni italiani.

            Da un estremo all’altro: tutti i partecipanti hanno votato il Paese che organizzerà l’8° ISS nel 2016; sarà il Canada (Montréal), una nazione che per  estensione è di poco inferiore alla Cina e che si presenta anch’essa con molte aspettative e nuovi elementi di conoscenza sulla fragolicoltura dei climi freddi.

 

Walther Faedi

Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura

Unità di Ricerca per la Frutticoltura, Forlì

walther.faedi@entecra.it

 


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