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Dettaglio avviso: CRA-CER: Recupero della Saragolla Lucana con il progetto BUONGRANO

Avviato il processo di recupero degli antichi grani italiani. Ed il primo è un cereale lucano. Si tratta della Saragolla Lucana, la prima ad essere iscritta al registro delle varietà vegetali come “Varietà da conservazione”. Ovvero, sottolinea il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura del CRA, quelle varietà tradizionalmente coltivate in particolari località e minacciate da erosione genetica. La Saragolla è un’antica varietà di frumento duro diffusa in provincia di Potenza e oggi recuperata grazie all’impegno dell’associazione lucana Cerealisti di Antiche Varietà di Palazzo San Gervasio, del CRA Centro di Ricerca per la Cerealicoltura di Foggia (CRA-CER) e alla Regione Basilicata.

Le Saragolle anticamente rappresentavano il frumento duro per eccellenza, base per la produzione di pasta. Oggi, queste varietà sono praticamente scomparse, sostituite dai più produttivi frumenti duri moderni a taglia bassa. Restano tuttavia piccole coltivazioni confinate principalmente nelle aree interne dell’Appennino meridionale che alimentano piccole filiere legate alla commercializzazione di prodotti tipici.

Tra le caratteristiche della Saragolla lucana, le spighette contengono di solito 2-3 semi di colore scuro e di grandi dimensioni, ha un’altezza che oscilla tra i 140 e i 160 cm e l’epoca di spigatura è più tardiva rispetto a quella dei frumenti duri più comuni. Il recupero è stato possibile anche al progetto BUONGRANO che ha portato al recupero dei materiali genetici.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di tutelare e valorizzare il patrimonio genetico delle antiche varietà di frumento duro tipiche della regione per proporre nuovi prodotti, diversificando l’offerta e acquisendo maggiore competitività in questo che resta un settore di nicchia.


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